Un incidente è di più di un grande botto

Gli incidenti in Italia, un po’ di numeri

Dai più recenti dati statistici emerge che in Italia gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte per i giovani fino a 29 anni e causano ogni anno 170.000 invalidi permanenti con notevoli ripercussioni dannose sulla sanità pubblica di tipo sanitario-assistenziale oltre che sociale ed economico (Istituto Superiore della Sanità, rapporto a cura di Taggi e Tosi, 2004). Certamente un incidente stradale è un avvenimento che può avere effetti significativi sulla vita di chi ne è coinvolto e sui suoi familiari. Quali conseguenze psicologiche può avere un evento così imprevisto?

Un evento imprevedibile, imprevedibili effetti

Tuttavia, assieme alle conseguenze fisiche vi sono quelle psicologiche, un insieme di effetti psico-fisici e relazionali che l’incidente può procurare in che lo ha vissuto. Alla base di tali reazioni vi è l’imprevedibilità dell’evento che si verifica in maniera inaspettata, cogliendo impreparate le persone che lo subiscono. Un’esperienza di questo tipo chiama in campo importanti risorse nella persona per elaborare gli eventi. Ciò può avvenire con una certa difficoltà e, a seconda della gravità dell’incidente e al profilo psicologico, possono emergere conseguenze psicologiche di entità molto diverse. Infatti, ogni incidente stradale comporta risposte psicologiche, emotive e comportamentali estremamente soggettive nei protagonisti.

D’altro canto, le ripercussioni su chi ne viene coinvolto in modo indiretto possono essere altrettanto varie ed e complesse. Basta pensare a chi ha vissuto l’impatto con la vittima o i familiari   che hanno subito una perdita o una invalidità di una persona cara. Accade anche che gli effetti di un incidente possano verificarsi per chi, seppur da spettatore involontario, si è trovato coinvolto nel momento del fatto.

La maggior parte delle persone coinvolte in un’esperienza emotivamente intensa, quale un incidente stradale, potrebbero sviluppare sensazioni e percezioni spiacevoli e dolorose che possono dissolversi rapidamente o permanere anche a distanza di tempo. La risposta di ognuno dipende spesso da un bilancio tra le proprie risorse agli eventi avversi, il supporto della propria rete sociale e il contesto. Dunque, le reazioni psicologiche di ognuno seguono un peculiare percorso temporale individuale, in base al quale possono presentarsi in maniera immediata e incontrollata o al contrario in maniera differita e persistente rispetto al momento dell’evento traumatico.

Un aspetto da affrontare sempre: il Disturbo Post Traumatico Da Stress

Il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD, APA, 2013) può essere considerato uno dei principali esiti patologici conseguente ad un sinistro ed è caratterizzato, per almeno un mese, da sintomi intrusivi e di evitamento, da un continuo senso di apprensione, come strascichi psicologicamente prevedibili ma ugualmente dolorosi, all’esposizione dell’evento minaccioso e traumatico avvenuto. Spesso sono anche accompagnati da flash back improvvisi che riportano alla mente scene ed immagini dell’incidente.

Di solito, tra i 6 e i 12 mesi dopo l’incidente, si evidenzia una media remissione di questi sintomi, altamente spiacevoli per chi li vive. Ben diverso è invece quando questi sintomi minori, spesso non trattati, si prolungano nel tempo tanto da interferire con la vita quotidiana e influenzare la qualità di vita di chi ne soffre. In questi casi, il Disturbo Post Traumatico da Stress può sfociare in disturbi d’ansia e disturbi nevrotici con l’insorgenza di comportamenti di paura intensa, sentimenti di impotenza, difficoltà di attenzione e concentrazione, insonnia, irritabilità, perdita di fiducia in sé stessi, perdita del desiderio di svolgere attività o hobby prima praticati.

Oltre a questi sintomi, possono presentarsi anche altri tipi di patologia come fobie specifiche: es la amaxofobia, ovvero la paura di guidare che si rivela alquanto invalidante e si manifesta con tremore e sudorazione eccessiva fino ad avere attacchi di panico che paralizzano la necessità di guidare, compromettendo le prestazioni lavorative dell’incidentato. Viene anche riscontrata, in notevole percentuale, e in co-morbilità con il PTSD, la presenza di disturbi dell’umore permanente con disturbo depressivo maggiore e disturbo distimico (depressione cronica più lieve nei sintomi rispetto alla depressione maggiore ma prolungata nel tempo).

Perché non fare nulla?

Insomma, le conseguenze di tipo emotivo-psicologico di un incidente stradale, qualunque sia la gravità, portano la persona colpita a diventare prigioniero virtuale dell’incidente vissuto e subito, anche quando le conseguenze fisiche siano state già risolte e superate nel tempo. Purtroppo, quasi mai alle vittime di questo trauma viene fornito un adeguato sostegno psicologico che, invece, si rivelerebbe prezioso e salvifico per le vittime specialmente nei primi mesi dopo l’evento quando l’elaborazione di esso richiederebbe specifiche competenze che solo uno specialista può offrire.