Tradimento nella coppia: una donna su tre e un uomo su due lo hanno fatto. Il ruolo del terapeuta

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Europeo dell’Infedeltà, in Italia una donna su tre e un uomo su due hanno tradito almeno una volta nella vita.

Spesso si tratta di un fenomeno le cui conseguenze colpiscono nel profondo di ognuno, minando le sicurezze che ci si è costruiti (spesso a fatica) con il tempo e con il vissuto personale.

Se è vero che subire un tradimento fa male quando si tratta di amicizia o di lavoro, può essere devastante quando accade all’interno di una coppia amorosa

Il tradimento, stando alla sua definizione, è inteso come venir meno alla parola data. Quando si forma una coppia, si viene anche a creare un ‘contratto’ implicito, su quello che è tollerabile e quello che non lo è. Il tradimento può essere considerato come la rottura di questo contratto, che dovrebbe vedere l’altra persona come l’unica con cui stare in una relazione. E non è un caso se tra le cause più comuni di separazione ci sia proprio l’infedeltà, che infrange dolorosamente tale “patto” stipulato dalla coppia.

Nella stragrande maggioranza dei casi, le relazioni amorose terminano proprio perché uno dei due partner migra da una relazione all’altra

L’altra persona può sembrare più comprensiva, tollerante, simpatica, seducente e questa persona può essere reale o anche immaginata. Nell’epoca dei social e delle app, infatti, si può perdere la testa anche per chi non si è mai incontrato di persona.

Può accadere di cercare la persona che si è creata nella testa all’interno di realtà virtuali, quest’ultima esperienza non è molto diversa, nella sostanza, dal tradimento che avviene con una persona reale, poiché è sempre una fuga dall’altra persona e viene a crearsi uno spazio da cui l’altro partner è escluso. C’è chi è più incline al tradimento e chi non riuscirebbe mai a farlo.

Alcune persone hanno difficoltà a restare in una relazione di coppia per molto tempo, senza avere una ‘via di fuga’. La figura dell’amante rappresenta, a volte, il tentativo di riservare uno spazio per sé in cui l’altro non può entrare , e questo darebbe un senso di libertà. In altre parole, il traditore, in questo caso, potrebbe avere una personalità che oscilla tra il bisogno di stabilità (la coppia formata) e il bisogno di evasione (l’amante). Altre persone tradiscono perché all’interno della famiglia di origine si consumavano diversi tradimenti e di conseguenza si può tendere a perpetrare tale atteggiamento. Infatti, quando entriamo in relazione con un’altra persona, spesso mettiamo in atto quei comportamenti, modi di fare già visti nella famiglia d’origine, in particolare nella relazione tra i genitori. In altre parole, tendiamo a ripetere nelle nuove relazioni, ciò che abbiamo vissuto nelle relazioni passate, proprio perché è la modalità più nota che abbiamo per entrare in relazione. Allo stesso modo, alcuni sopportano il tradimento, o fanno finta che non ci sia e vanno avanti nel rapporto, perché probabilmente hanno costruito nel tempo un’immagine di sé come persone estremamente tolleranti e pazienti.

Quando si scopre un tradimento, in un primo momento spesso le emozioni principali sono la rabbia, la frustrazione, il desiderio di vendicarsi, atteggiamenti che spingono in una spirale di litigi e accuse, che però non permettono alla coppia di riflettere su quanto accaduto, lasciando così la relazione in stallo. Sarebbe opportuno, invece, ritagliarsi dei momenti in cui parlare con il partner e confrontarsi sui motivi che hanno spinto al tradimento, facendo il punto della situazione e capendo insieme se è opportuno proseguire con la storia.

Se il conflitto è molto acceso, si può chiedere l’aiuto di un terapeuta di coppia.

Antonella Roppo
Psicologa Clinica – Psicoterapeuta Cognitivo Interpersonale