Perché rivolgersi a uno psicologo è diverso da uno sfogo con un amico?

di Doriana Santoro

Quando una persona ha un problema fisico, le viene naturale rivolgersi a un medico affinchè ciò che gli fa male o gli reca fastidio, smetta di fargli male. Quando una persona non riesce a raggiungere i suoi obiettivi pur provando e riprovando, o non riesce a provare emozioni diversa dalla tristezza o dall’angoscia, o ancora non fa altro che litigare con il partner, amici o familiari per ogni cosa, di solito che fa?! Si sfoga con un amico. L’amico nella migliore delle ipotesi lo ascolta, gli dà qualche consiglio che ritiene buono, gli suggerisce cosa fare. Nella peggiore delle ipotesi, dopo una pacca sulla spalla esclama: “e sapessi a me cosa è successo….” e via con la gara a chi sta peggio.

Ti è mai capitato?

L’importanza di coltivare amicizie vere e di qualità, è innegabile, ma un amico, per quanto si possa sforzare di essere super partes e cercare di aiutarti a risolvere la situazione, sarà sempre influenzato dal legame affettivo che caratterizza il vostro rapporto. Questo lo porterà, nella maggior parte delle volte, a crearsi opinioni e giudizi di una determinata situazione, “contaminati” da quel legame affettivo, ma non solo, bensì anche dal suo “filtro mentale”, dal suo modo di vedere il mondo e di interpretarlo. Di conseguenza anche i consigli saranno figli del vostro legame emotivo e della sua visione delle cose. Il suo punto di vista è interno alla tua situazione e per questo, sebbene il supporto di un amico sia indispensabile, in alcuni casi, può avere il limite di non riuscire a tirarti fuori completamente da un problema psicologico.

Uno psicologo no. Ma non perché non gl’interessi nulla di te, anzi è il contrario, ma la vostra relazione sarà incentrata solo ed esclusivamente su di te, su come tu vedi il mondo, su come lo interpreti senza che ti possa giudicare in qualche modo o trasmetterti la sua visione delle cose.

Una delle prime regole all’interno di un percorso psicologico è proprio quello dell’ascolto non giudicante. La stanza di terapia diventa uno spazio privato, sicuro, libero da giudizi e pregiudizi, che il cliente può utilizzare come preferisce per raggiungere gli obiettivi che desidera. Il tutto protetto dal segreto professionale.

Ma come può uno psicologo aiutarti a fare questo? Considera un fattore fondamentale, ovvero che ha trascorso e trascorre molto tempo a studiare il funzionamento del cervello e della mente, come un medico che studia il corpo umano. Questo gli permette di conoscere a fondo quali sono i meccanismi che si attivano nelle persone quando accadono determinate cose, o quando non accadono. Uno psicologo conosce a fondo quale può essere l’impatto che un determinato evento può avere su di te e fornirti letture e strumenti per affrontare ciò che ti fa stare male o non ti fa sentire a tuo agio e pienamente realizzato.

Se poi ti rivolgi a uno psicologo- psicoterapeuta, a seconda dell’orientamento in cui è specializzato, utilizzerà e t’insegnerà determinate tecniche scientificamente validate che costituiranno la tua cassetta degli attrezzi utile ad affrontare ciò che la vita ha in serbo per te.

Da un’indagine effettuata dall’Enpap (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi) emerge che la percezione della figura dello psicologo, negli ultimi anni, sia cambiata e che sia sempre meno associata al pregiudizio del “dottore dei matti”.

Questo è vero, lo noto anche nella mia pratica clinica, ma perché è ancora così difficile passare dal pensiero di rivolgersi a uno di loro, all’azione di prendere effettivamente un appuntamento?

Le ragioni possono essere molteplici. Le persone hanno paura di conoscere parti di sé stesse che potrebbero non piacere e spaventare, paura di essere giudicate da amici e conoscenti a cui si aggiunge il sempreverde falso mito del “devo farcela da solo, non mi serve lo psicologo, è per i deboli”. E ancora, la difficoltà a parlare di sé e dei fatti propri con un estraneo, o il fatto che sia visto come segno di debolezza anche solo ammettere di avere un problema psicologico. Per non parlare poi di chi crede che lo psicologo sia una specie di stregone che legge nel pensiero e manipola la mente. Niente di tutto ciò è vero.

Se sei fra queste persone, però, vorrei dirti una cosa.

Intraprendere un percorso psicologico, che sia di crescita personale o per affrontare problematiche più o meno complesse, è un investimento su te stesso che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della tua vita.

Uno psicologo ti aiuta a coltivare il tuo potenziale, imparare a utilizzare tutte le risorse a tua disposizione per permetterti di vivere una vita piena, appagante e della quale, alla fine, ti potrai ritenere soddisfatto.

Per concludere vorrei parafrasare una frase di un noto collega affermando che lo psicologo non è né il dottore dei matti, né dei deboli, ma il dottore di chi ha il coraggio di ammettere le proprie fragilità e i propri limiti. Il dottore di coloro che vogliono prendersi la responsabilità del proprio miglioramento lavorando su sé stessi e impegnandosi a trasformare la paura in energia per alimentare il motore del proprio personale cambiamento.