Oggi gli psicologi sono necessari per rielaborare le emozioni negative del lockdown

La promozione della salute oggi è un “processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla” (OMS, 1986).

Con questo nuovo concetto di salute dobbiamo concentrarci sui contesti e sui fattori protettivi e migliorativi che mantengono le persone in stato di benessere fisico e psichico. Questo si ottiene con una promozione attiva delle competenze comportamentali e psicologiche

Il principale fattore sul quale intervenire maggiormente per avere un feedback positivo è lo stile di vita.

Come possiamo modificare il nostro stile di vita e renderlo favorevole alla situazione attuale?

Lavorando sull’EMPOWERMENT, processo attraverso il quale le persone acquistano un maggiore controllo sulle proprie decisioni e sulle azioni che influenzano la loro salute.

In seguito alla pandemia da Covid – 19 dobbiamo necessariamente rivedere i rapporti interpersonali, ma sempre preservando la nostra salute psichica.

Quello che va mantenuto, per contrastare il dilagare della pandemia, è il “distanziamento fisico”. Il virus può infatti diffondersi tramite goccioline respiratorie, piccole quantità di liquido che potrebbero fuoriuscire quando una persona affetta da questa patologia starnutisce o tossisce. Limitando i contatti con gli altri e mantenendo il distanziamento fisico di almeno un metro, si riducono le probabilità di contrarre il virus e di trasmetterlo a qualcun altro.

Quello che viene richiesto oggi è il distanziamento fisico, preservando i rapporti sociali che invece vanno potenziati rinnovandone la modalità. La privazione dei rapporti sociali genera stress, solitudine, isolamento, ansia, calo del tono dell’umore. L’essere umano necessita del contatto con l’altro per rimanere in equilibrio.

ReStart promuove la salute tutelando il bene più prezioso: il cervello!

Il desiderio di vicinanza emotiva negli ultimi mesi si è espresso con le “riunioni” tra vicini di casa sul balcone, con gli striscioni appesi alle finestre, con le manifestazioni collettive nei piazzali antistanti le strutture ospedaliere e quant’altro sia stato fatto in questi mesi per sentire e far sentire la propria vicinanza all’altro.

Oggi gli psicologi sono necessari per rielaborare le emozioni negative del lockdown, ridefinire le modalità di scambio sociale e sostenere la ricerca di nuovi modi possibili per rapportarsi all’altro: i nuclei familiari, i bambini, gli adolescenti, vanno sostenuti e incentivati nel rapportarsi con la propria rete sociale in totale sicurezza.

Ri-progettando e ri-creando spazi di condivisione e di socialità, che siano luoghi fisici da adattare alle esigenze attuali, o nuovi spazi simbolici, in cui incontrare l’altro: la cosa importante è riuscire a creare questa sinergia tra cittadini e istituzioni, affinché si possano modificare radicalmente gli stili di vita e si preservi la nostra salute psicologica.