Le consulenze psicologiche on line: come essere vicini, qualunque sia la causa dell’isolamento

di Valentina Armenio

È possibile chiedere aiuto online a uno psicologo, ora che gli incontri di persona sono così limitati?

A chi rimane perplesso all’idea, si può controbattere a più livelli, ma esiste prima di tutto un dato di realtà.

I colloqui di persona in questo momento storico sono assolutamente sconsigliabili, ma è proprio adesso, invece, che viene richiesto maggiormente l’aiuto di uno psicologo.

È importante sottolineare un dato tecnico importante: la riservatezza, il consenso, la competenza dello psicologo restano un diritto dell’utente di cui lo psicologo si fa carico, disponendo oggi di piattaforme che consentono di rispettare tali requisiti (lo dicono le linee guida del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e l’American Psychological Association).

Ci sono infine i dati di evidenza scientifica: diversi studi dimostrano che l’intervento a distanza è altrettanto valido, se non per alcuni aspetti addirittura più efficace, rispetto a quello in persona.

È altrettanto possibile stabilire un’alleanza terapeutica, i miglioramenti riportati tra un incontro e l’altro sono paragonabili a quelli di un contesto tradizionale e questo vale anche per chi soffre di particolari psicopatologie.

Va ricordato che, in questo modo chi vive in zone geograficamente isolate o più periferiche può facilmente sentire “vicino” il proprio psicologo, inoltre, isolamento non è solo dover restare in casa per un virus, ma anche vivere stabilmente una condizione di relazioni e reti sociali scarse o povere. La consulenza on line non è solo quindi un possibile intervento d’urgenza “ai tempi del coronavirus”, ma anche un modo per abbattere l’isolamento, qualunque ne sia la causa.