La salute psicologica dei bambini

A Marzo 2020 le scuole chiudono, causa Covid-19, scelta imposta da un’emergenza sanitaria importante e soprattutto ancora poco conosciuta. La misura mirava a contrastare l’epidemia e insieme al lockdown ha consentito di contenere il dilagare dei contagi.

Oggi, 31 maggio 2020, sappiamo molte più cose su Covid 19, alcune terapie hanno funzionato e sono stati studiati meglio i meccanismi di contagio.

Emergono chiare evidenze scientifiche che i bambini non sono vettori di contagio quanto gli adulti, e che solo in casi rarissimi hanno sintomi gravi.
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Si stanno accumulando evidenze sui danni provocati dai bambini in lockdown e soprattutto dalla chiusura prolungata di servizi educativi e scuole. Al danno educativo abbiamo manifestazioni di carattere psicologico.

Investire sulla salute psicologica dei bambini e degli adolescenti, significa investire sul futuro!

Dal punto di vista emotivo abbiamo evidenze cliniche legate a questo periodo:

  • rabbia,
  • nervosismo,
  • difficoltà nell’addormentamento,
  • aggressività verbale,
  • disturbi psicosomatici come ‘mal di testa e mal di pancia‘,
  • tristezza,
  • ansia,
  • bassa autostima,
  • difficoltà di concentrazione e attenzione,
  • difficoltà scolastiche.

Di fronte a questi dati sono necessarie scelte equilibrate, che minimizzino da un lato il rischio infettivo, sia attivo che passivo, e dall’altra riducano e prevengano i rilevanti danni, che la scienza ci dice non sempre reversibili, derivati dalla prolungata mancanza di apporti educativi e di tempi adeguati di socializzazione.

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Le maggiori riviste e associazioni internazionali pediatriche, continuano a ribadire in maniera inequivocabile che il rischio di contagio per e da parte dei bambini è molto basso, mentre il rischio di compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura delle scuole e alla ridotta socializzazione è molto alto.

Adesso la scuola va in pausa per l’estate, ma bambini hanno bisogno più che mai di ritornare al più presto in luoghi familiari, recuperare gli spazi di socializzazione in totale sicurezza, seguendo le norme vigenti, con figure educative di riferimento, con i compagni, per ritrovare routine, regolarità, relazioni di fiducia già consolidate.

Questo sarebbe un modo per ripristinare un senso di continuità e rielaborare i mesi di lockdown.