Gruppi A.M.A. per la gestione delle malattie croniche e rare

Un notevole contributo per la gestione delle malattie croniche e rare è rappresentato dai gruppi A.M.A., sorti a livello nazionale su precise indicazioni e raccomandazioni suggerite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché ritenuti i più efficaci come risposta non clinica a forme di disagio e malessere. È bene ricordare che, data la loro efficacia, i gruppi A.M.A. sono entrati nell’uso delle aziende socio-sanitarie attraverso specifiche leggi italiane a riguardo, in particolare la legge quadro n.328 del 8-11-2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

L’auto mutuo aiuto, o gruppi A.M.A., è definito dall’OMS come “l’insieme di tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere e recuperare la salute, intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale di una determinata società”.

La pratica dell’auto mutuo aiuto, con la formazione dei gruppi A.M.A., è nata in America nei primi decenni del secolo scorso ed era inizialmente indirizzata ad aiutare le persone affette da dipendenza da alcool. Infatti tale esperienza è conosciuta in tutto il mondo con la famosa intitolazione “Gruppo Alcolisti Anonimi”. I fondatori, che soffrivano di questo problema, si erano accorti di come li facesse sentire meglio e li portasse a riflettere sul proprio stile di vita (con l’obiettivo di migliorarlo) il parlare con un gruppo di persone che si trovavano nella loro stessa condizione e senza subire, di conseguenza, nessuno stigma originato da dannosi pregiudizi. In seguito, la pratica dell’A.M.A. è stata riconosciuta come valida dalla Psicologia dei Gruppi, dalla psicologia Cognitivo- Comportamentale e dalla Psicologia della Salute tanto da essere utilizzata sia da persone affette da disturbi o problemi, sia da loro familiari o persone volontarie che si prendono cura di loro e che si costituiscono in gruppi, adeguatamente formati e non improvvisati, come valida forma di intervento sociale per migliorare la loro qualità di vita.

L’auto mutuo aiuto, oltre ad essere considerato una sorte di filosofia di vita, è stato riconosciuto come espressione di “buona prassi”, ossia una semplice ma efficace metodologia praticata da persone che condividono lo stesso problema per superare insieme la situazione di difficoltà o di crisi, anche di tipo sociale

I gruppi A.M.A. si fondano, infatti, su una forma di cooperazione, sulla partecipazione attiva e volontaria di persone che, a partire da uno specifico problema o disagio comune (ad es. depressione, dipendenze, ludopatie, malattie, lutti, caregiver, ecc) si incontrano in gruppo con una certa regolarità per assicurarsi condivisione, sostegno ed assistenza. Ciò che contraddistingue questi gruppi (rispetto ai gruppi terapeutici o di sostegno tradizionali dove tra il terapeuta e i partecipanti inevitabilmente si instaura una relazione di tipo verticale cioè up-down), è la realizzazione di una relazione di tipo orizzontale dove, invece, non vi è nessuno nella posizione di dettare ordini in virtù della propria professionalità o del ruolo superiore che occupa, ma ognuno dei partecipanti offre un supporto agli altri attraverso il racconto del proprio vissuto. Parlare di sé in prima persona, infatti, facilita e ed aumenta il processo di reciprocità che conduce quasi sempre ad un profondo cambiamento dell’intero gruppo.

Nel gruppo A.M.A. non si è pazienti passivi alla sola ricerca di aiuto ma ogni partecipante può diventare risorsa attiva per il cambiamento perchè mette in atto il principio del herper therapy, ossia aiutare gli altri dopo aver aiutato se stessi. Infatti può essere confortante trarre ispirazione da chi è già riuscito a superare il problema che lo affliggeva e considerarlo come stimolo per riuscirci a sua volta. Il gruppo A.M.A. affonda, infatti, le proprie radici nei bisogni più profondi dell’uomo, ovvero la ricerca di protezione, di sicurezza, di accettazione e riconoscimento.

Nei gruppi A.M.A. si condividono costantemente esperienze, vissuti, disponibilità personali, informazioni, strategie risolutive di problemi scoprendosi preziose risorse per sé e per la comunità. Le modalità attraverso cui si realizza tutto questo sono l’uso sapiente del linguaggio e la capacità necessaria ed indispensabile dell’ascolto attivo

Attraverso il linguaggio, sia verbale che non verbale, ogni partecipante comunicherà agli altri il proprio vissuto e tramite la condivisione sarà portato a vederlo da una nuova angolazione, con ottica diversa. Sarà così indotto contemporaneamente ad ascoltare gli altri e a dare valore anche al silenzio. Nei gruppi di mutuo-aiuto si impara, dunque, ad esprimere i propri sentimenti sia positivi che negativi, a valutare l’efficacia delle proprie modalità comportamentali, a sviluppare le proprie capacità empatiche, a promuovere il processo di problem-solving.

Ogni gruppo che si formerà spontaneamente, però, per funzionare avrà bisogno di regole che saranno stabilite a priori dai promotori del gruppo o dai facilitatori. È opportuno che tale regolamento interno si ispiri ai principi delle dinamiche di gruppo che hanno elaborato nel tempo modalità e strategie efficaci per rendere un gruppo veramente creatore di empowerment. È necessario dunque che i partecipanti ai gruppi A.M.A. vengano opportunamente selezionati, informati e, conseguentemente, formati per evitare che si creino conflitti all’interno del gruppo o che il gruppo vada alla deriva per inesperienza e cattiva gestione dei rapporti interpersonali.

Vera Meneghello
Psicologa psicoterapeuta, esperta in conduzione di gruppi psicologici