Come rispondiamo al trauma della malattia oncologica?

Le vite di alcune persone sembrano fluire come in un racconto; la mia ha avuto molte fermate e ripartenze. Questo è ciò che fa il trauma. Interrompe la trama… semplicemente accade e dopo la vita va avanti. Nessuno ti prepara a questo. (Jessica Stern)

Nel 1994 l’American Psychiatric Association ha riconosciuto nella diagnosi di patologia oncologica un evento traumatico che può strutturare un Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) (APA, 1994).

La diagnosi di tumore può essere considerata un evento traumatico a causa del devastante impatto sulla vita del paziente e, in quanto tale, può rimanere come un’esperienza congelata in modo disfunzionale all’interno delle reti mnestiche del paziente, generando ulteriore sofferenza (Faretta, 2014).

La malattia è vissuta come una cattiva aggressione, inaspettata, che espone a una nuova realtà, che non si può controllare o modificare e che mette in crisi gli equilibri psichici, gli adattamenti sociali consolidati e i sistemi di valori del paziente e dei suoi familiari.

La persona si trova immersa in una nuova condizione esistenziale dove le precedenti fonti di certezza e i propri progetti di vita risultano minacciati e perduti. Inizia così per il paziente una nuova fase di adattamento alla malattia che richiede lo sviluppo di un nuovo assetto mentale per far fronte alla nuova realtà nella quale dovrà fronteggiare profondi sentimenti di ansia e di angoscia per l’incertezza del futuro (Bongiorno, A., Malizia, S., 2002).

Si possono individuare molteplici risposte adattive e disadattive delle pazienti di fronte alla diagnosi di tumore (Buckman, 1992):

Risposte Adattive Risposte Disadattive
Ironia Colpa
Negazione transitoria Negazione persistente
Rabbia senza oggetto -contro la malattia Rabbia contro gli operatori sanitari
Pianto Depressione
Paura Ansia generalizzata – attacchi di panico
Speranza Realistica Speranza irrealistica
Pulsione Sessuale Disperazione
Negoziazione Manipolazione

Uno dei motivi per cui gli eventi traumatici evolvono in PTSD è che è molto difficile sentirsi veramente vivi nel momento presente; l’elaborazione dell’evento stressogeno ha come obiettivo quello di riprendere il cammino di vita che è stato sconvolto.

(di Mina Leo – Psicologa Clinica, Esperta in Psicotraumatologia ed Emergenza)

Scrivimi a: m.leo@restartpromozionesalute.it


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

American Psychiatric Association (APA) (2013), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, tr. it. Raffaello Cortina, Milano, 2014.

Buckman R. (1992). Breacking bad news: a guide for health-care professionals, Baltimore: Johns Hopkins University Press, Trad. it. (a cura di) E. Vegni. La comunicazione della diagnosi. Milano: Raffaello Cortina, 2003.Fine modulo

Faretta E. (2014). Trauma e malattia. L’EMDR in psiconcologia. Editore:  Mimesis Collana:  Frontiere della psiche.

Malizia S., Bongiorno A. (2002). Comunicare la diagnosi grave. Il medico, il paziente e la sua famiglia. Editore: Carocci  2002