Come insegnare una giusta sessualità alle nuove generazioni?

Per ogni generazione la scoperta della sessualità è un passaggio obbligato, affascinante ma allo stesso tempo impegnativo. In questa fase anche i ragazzi di oggi, come quelli di ieri, si addentrano in un territorio a loro sconosciuto. 

«I giovani sono sempre più bombardati da immagini a carattere sessuale, spesso anche pornografiche e stereotipate, ma ciò non significa che non abbiano più nulla da imparare su una sessualità rispettosa. Al contrario, non sempre hanno a loro disposizione gli strumenti per gestire in modo consapevole e critico ciò che vedono o ascoltano» spiega Pierre Maudet, presidente della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG).

L’importanza dell’apprendimento del comportamento sessuale

L’apprendimento di un comportamento sessuale responsabile è considerato un importante compito evolutivo dell’adolescenza. Oggi questo compito viene molto attuato dai mass media poiché si osserva quanto il comportamento sessuale degli adolescenti divergono fortemente dall’immagine che ne danno i mass media. Se in passato i giovani si servivano di un libro di educazione sessuale, oggi basta navigare in internet o guardare la televisione per saperne di più. Possiamo lasciare che sia questa l’educazione del futuro? Sarebbe funzionale per una corretta informazione e crescita? I figli di oggi sono quelli che vengono chiamati giovani tecnologici o giovani web 2.0 perché si nutrono di tecnologia ma non sempre sono consapevoli del pericolo che quei video o immagini possono rappresentare per loro.

I numeri dell’assenza di sensibilizzazione su prevenzione e gravidanze

Un sondaggio svolto in collaborazione con l’associazione Gaynet Roma applicato ad un centinaio di ragazzi divisi in fasce d’età dimostra che oltre il 33% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di fare sesso senza preservativo e il 40% dice di aver avuto esperienze sessuali prima dei 14 anni. Questa è la dimostrazione della totale assenza di sensibilizzazione e prevenzione riguardo malattie sessualmente trasmesse e gravidanze indesiderate. Come possono gli adulti e le scuole accompagnarli verso una sessualità rispettosa e fonte di felicità nonostante la tendenza dei media a presentare una visione stereotipata della sessualità dei giovani, in cui l’eccesso e la precocità la fanno da padroni?

Cosa fare per trasmettere una sessualità sana alle giovani generazioni?

Come primo passo è necessario che gli adulti responsabili dei nostri giovani si scrollino della vergogna e dal silenzio e inizino a guardare la sessualità come una necessità di dialogo, anziché un sacrilegio. Sarebbe opportuno, dunque ,educare anche chi ha il compito di educare all’affettività e alla sessualità (genitori,educatori) e stabilire una regolamentazione chiara in materia. Se di sessualità non si può parlare, si creano, infatti, censure e tabù difficili da scardinare e capaci di condizionare il fisiologico bisogno di crescita. 

La pornografia e le esperienze tra pari sono la soluzione?

Nel silenzio degli adulti trovano spazio i messaggi che arrivano dall’esterno, che possono trasmettere contenuti malsani, minare l’autostima e l’autodeterminazione, e sviluppare convinzioni errate, stereotipi e paure poco gestibili. Lasciare la delicata divulgazione sulla sessualità a riviste, social e persone non professioniste non può fare altro che creare un universo di credenze errate, fantasie irrealistiche, aspettative irraggiungibili, pregiudizi e paure sulle pratiche sessuali. Nel frattempo, però, all’interno delle classi, ragazzi e ragazze non fanno altro che chiedere o trovare da sé risposte alle loro insicurezze e desideri. Ma quanto possono essere attendibili quelle risposte? Di certo molto poco rispetto ad una trasmissione di informazioni da parte di un adulto che ci vuole bene o di un esperto che porti il giovane a diventare una persona consapevole e  responsabile delle proprie scelte. 

L’educazione all’affettività e alla sessualità dovrebbe essere intesa come un percorso che abbraccia diversi temi: il consenso, l’educazione all’intimità, l’orientamento sessuale, l’identità di genere, il sesso, le malattie sessualmente trasmissibili, ma anche il diritto alla salute e i diritti riproduttivi. Non si tratta di incoraggiare alla pratica sessuale, ma di supportare i giovani e le giovani nel loro sviluppo sessuale ed emotivo. 

«La sessualità fa bene al cuore, se la si vive bene e teneramente»